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lunedì, 31 dicembre 2007

L’ispezione al Bathory

Walden McNair si era svegliato piuttosto tardi, ed era ancora infastidito, mentre ripensava alla serata al Malfoy Manor. Quanto scompiglio! E poi un ordine dell'Oscuro Signore che non gli era piaciuto molto...e questo accadeva raramente. Voleva che controllasse Samira? E in che senso? Quella donna non gli piaceva per nulla e vedeva dietro quella richiesta un disegno ancora poco chiaro. Tuttavia, decise di darsi da fare per accontentare il suo padrone, e si vestì per un secondo giorno di seguito in modo più elaborato del normale...Che tortura, quegli abiti attillati e stretti, da levare il respiro e ridurre i movimenti. Ma andava fatto, e così Walden finì a ritrovarsi a Diagon Alley. L'abbigliamento era sempre spartano, ma appropriato: indossava una giacca verde muschio e una camicia col collo slacciato. Sul polso, coperto da un guanto di pelle, riposava un magnifico falco, con il cappuccio sugli occhi. Amava quella creatura più di qualsiasi altra cosa...Era leale, coraggiosa, forte e selvaggia...come lui, in fondo. I capelli scuri ravvivati dal pettine, e gli occhi cerchiati, la sua apparizione al Café Bathory suscitò un certo clamore.
Studiarla nel suo territorio, si disse Walden, devo capire chi è questa donna...
Una giovane cameriera dai corti capelli castani e la divisa rossa del Bathory lo raggiunse immediatamente, e lo fece accomodare ad un tavolo. Walden notò con disapprovazione la clientela eterogenea del locale, e la presenza di un Mezzogigante che lo fissava con malcelato odio in un angolo, ma non si fece distrarre.
Ordinò una caraffa di té bollente, e carne fresca per il suo falco. Samira non si vedeva ancora...
Samira si svegliò dolcemente, quasi accarezzata dalla voce bassa e roca di Grigor. Vide il mezzogigante stagliarsi sulla soglia della camera blu, la suite che lei prediligeva, mentre il giovane con il quale aveva passato le ultime ore della notte passata si era già dileguato con la velocità di un sorcio all'apparire dell'energumeno che serviva la sua padrona con impetuosa fedeltà. Samira si stiracchiò languida come una gatta e, completamente nuda, si alzò per lavarsi il viso con l'acqua della brocca di porcellana:
- Buongiorno Grigor... come mai sei venuto a svegliarmi? Non sono ancora le 10...-
- Padrona, l'ho dovuto fare: al café è seduto un uomo che credo possa interessarle, anche se non credo... ecco... non fa per te, mia signora!-
Non vi erano segreti fra lei e l'uomo, era l'unico essere al mondo con cui Samira parlasse apertamente, senza sciocche ipocrisie. Conosceva ogni suo pensiero, ogni sogno... e ogni depravazione. Nemmeno l'adorato padre aveva saputo schiuderle così profondamente il cuore, mantenendo lui stesso un'ombra densa e cupa su attività alle quali spesso si dedicava all'insaputa della figlia che lo guardava uscire senza spiegazioni. Grigori, era sempre con lei, anche nei momenti più intimi per proteggerla dai rari clienti che avevano l'onore di sperimentare di persona le doti inestimabili di un'abile e scaltra tenutaria. Non ogni notte, certo, e non con chiunque la desiderasse e sempre mantenendo segreti i suoi incontri, ma a volte Samira accettava di prendere il posto delle sue prostitute ogni qualvolta arrivasse un cliente speciale.
- Di chi stai parlando? Chi c'è nel salottino? -
- McNair mia signora...-
L'espressione dell'uomo tradì disprezzo e odio... riteneva Walden indegno dell'ardore che la sua padrona dimostrava.
-Oh... che piacevole novità... vengo subito-
Si vestì velocemente sotto gli occhi del suo servo, con una lunga gonna frusciante di taffetà e un corpino di pizzo nero, abbastanza sobria, ma ritenne che non era il caso di essere tropo seducente già di prima mattina.
Era vero: McNair era seduto a un tavolo e sul suo braccio era posato un falco. Un falco... Samira adorava quei volatili alteri, possedevano grazia e potenza, erano rapaci come lei che strappava impudica alla vita piaceri e occasioni... senza contare il fatto che il cognome di sua madre in turco significava proprio "falco". Si avvicinò al tavolo apprezzando l'aspetto sensuale di lui, incrociò le braccia sul seno e attese che lui la salutasse.
Eccola...sensuale come sempre, con i capelli ribelli e trattenuti a stento da un fermaglio di cuoio. Cuoio e pizzo, pensò Walden, un contrasto degno di nota.
Consapevole di aver peccato di maleducazione la sera prima, le rivolse per primo la parola, anche se il suo tono era sempre brusco...
- Buongiorno, Lady Orion.-
-Buongiorno... mi stupisce che oggi lei si ricordi di me, e del mio nome... ho avuto l'impressione che la notte appena passata lei non si ricordasse nemmeno chi ero, da dove venivo... e soprattutto il mio nome. L'ho vista annaspare sa?-
Samira increspò le labbra indispettita... se solo avesse saputo quanto era vicina al vero...
Grigori li fissava da lontano con sguardo corrucciato e Walden si dipinse sul volto una smorfia imbronciata. Non aveva tempo per combattere contro le volontà di un Mezzogigante…ma doveva conquistarsi la fiducia di Samira per scoprirne i segreti...
- Ieri sera sono stato costretto a lasciarla bruscamente...di certo suo padre le avrà spiegato che quando l'Oscuro chiama, noi accorriamo! Me ne scuso, ma voi che trovate così fastidiosi i vezzi dell'aristocrazia non dovreste adombrarvene...Riguardo al vostro nome, dovete riconoscere che è così inusuale che la titubanza è quantomeno comprensibile... Questo è il vostro locale, non è così? Allora, perché non vi sedete con me, e lasciate che l'incidente di ieri sera venga dimenticato? -
-Ah, sul fatto che è assolutamente necessario che io mi sieda con voi non c'è dubbio... infatti non sapevo che mio padre, come dice lei... accorre al richiamo del Lord. Vede... mi sono stupita di vederlo accanto a voi Mangiamorte, come vede qui sono la padrona... ma qualcosa mi sfugge...-
Samira esagerava parlando del padre, anche se non completamente visto che, se la lealtà all'Oscuro Signore era cosa risaputa, meno scontato era il marchio nero che, a quanto pare, ornava il braccio di Orion. Certo era un argomento neutro da intavolare con Walden, qualcosa che non fosse la bramosia di lei e il fatto che fino a quel momento lui l'aveva evitata.
- Lord Orion avrà i suoi motivi per non tenervi al corrente...e d'altra parte si dice che voi stessa gli nascondiate molto. Sembra che lo stesso Signore Oscuro l'abbia avvisato di stare pù attento a voi, e a coloro cui concedete sete invece di polvere!- Dopo quell'ultima stoccata Walden si ritenne soddisfatto, e si versò tranquillamente da bere.
Walden non avrebbe potuto dire nulla di più terrificante, e probabilmente non ne era nemmeno consapevole! Il cambiamento di Samira fu evidente: impallidì e le labbra si strinsero ancor di più, per non parlare delle mani che cominciarono a tremare convulse. Il Lord sapeva... l'essere semidivino che popolava gli incubi della donna era al corrente delle sue malefatte. Samira accoglieva nelle alcove del suo locale anche numerosi mezzosangue, e persino qualche mago che era in odore di tradimento... pagavano profumatamente per soddisfare desideri perversi e osceni, e Samira non era riuscita a rifiutare l'oro che cadeva in cascate scintillanti dalle loro mani sporche... se il Lord aveva qualche prova... oh, il suo terrore era inciso in quegli occhi sgranati e Walden se ne accorse
- Tutto bene, Lady Orion? - disse Walden, stupito da quell'improvvisa manifestazione di debolezza. La sorresse, sollecito, e la fece accomodare su una sedia, visto che la donna sembrava sul punto di svenire.
- Non volevo sconvolgervi...vi prego di calmarvi. Sono solo parole udite per caso...-
Speranza... e anche la sensazione conturbante del contatto con Walden diedero nuove forze a Samira, ma anche la certezza che doveva portare l'uomo il più lontano possibile dal café, vi erano troppi avventori che spesso la sera tornavano in cerca di conforto femminile... o maschile vista l'assoluta imparzialità del locale in fatto di gusti sessuali, provò con una scusa banale:
- Io... credo che la nottata trascorsa al ballo mi abbia indebolito ... vorrebbe essere così gentile da accompagnarmi a fare una passeggiata per Diagon Alley? Sono certa che l'aria fresca mi aiuterà...- e appoggiò le dita affusolate sul braccio di Walden, mentre il falco agitava impaziente le ali.
Una passeggiata? Non era esattamente quello che Walden aveva in mente, visto che avrebbe voluto capire meglio cosa accadeva in quel luogo ambiguo, ma fece buon viso a cattivo gioco e guidò Samira fuori dal locale...

La vista dell'uomo e della donna che uscivano dal café Bathory suscitò un certo scalpore...Walden e Samira, il boia e la maitresse...quasi una coppia da romanzo. Walden stava diventando impaziente, ma si adattò, facendo mostra di trovare interessante il consueto passeggio nella via.
Nevicava, fiocchi si soffermarono sulla chioma scura di Samira e sulle spalle larghe di Walden.
- Devo ammettere di essermi stupita vedendola nel mio café, è stata la prima volta... ne sono contenta. - Non riuscì a dire altro la povera Samira, sensazioni contrastanti le si aggrovigliavano in gola, paura per la reazione del Lord, il desiderio di piacere a Walden, e il piacere di essergli vicino, era veramente un uomo virile... come celare i pensieri birichini che l'animavano vedendo le mani robuste e vissute dell'uomo?
Walden liberò il suo falco, che volò tra alte strida verso il cielo innevato, e si dedicò al compito che gli appariva più arduo di un'esecuzione...sedurre Samira.
- Ditemi, Samira, dove avete vissuto fino ad oggi? Sembrate un uccello esotico in questa terra di colombe ed aquile...da dove venite? –
- Sono nata in Turchia, ad Istambul, poco distante dal ponte sul Bosforo... penso che il mio aspetto tradisca il sangue mediorientale che mi scorre nelle vene, e che purtroppo mi rende diversa da... da voi inglesi, dalle donne compassate e fini di queste terre gelate. Amo il sole, ma anche le nebbie non mi indispongono, a patto che un camino acceso mi sappia riscaldare dopo aver vagato nei boschi... ho viaggiato molto, mio padre si è condannato a un moto perpetuo dopo la morte di mia madre, ma non mi ha mai lasciata sola, non potrei vivere senza di lui... comunque ho adorato ogni paese visitato: mi piace il contatto con la gente, gli italiani sensuali e gioviali, i francesi raffinati, la calda ospitalità di povere capanne africane dove gli abitanti offrono anche l'ultimo pezzo di pane rimasto, ma sopra ogni altra cosa amo la natura nella sua interezza, e il profumo di aghi di pino. - parlava Samira... come se conoscesse Walden da sempre.
Walden ascolatava affascinato quel racconto di terre lontane, riflettendo che quella donna nascondeva dentro di sé profondià inaspettate, e una mente acuta e vivace, benché inconstante.
Instambul...adesso capiva quella chioma ribelle...e quegli occhi di brace nera. E il profumo che le aleggiava intorno come nebbia dorata.
Walden stava iniziando a dimenticare che il suo compito sarebbe dovuto essere quello di incastrare Samira, e iniziò a riconsiderare le parole di Lord Voldemort come un invito a far sua quella donna ribelle...
Improvvisamente lo sguardo gli corse sull'ora. Era in ritardo, avrebbe già dovuto essere alla Cuspide Cremisi!
Prese commiato goffamente da Samira, e, nel tentativo di riscattarsi da quell'abbandono precipitoso, si guardò attorno cercando ispirazione...
- Mi chiedevo se vi piacerebbe incontrarci nuovamente, Lady Orion...Magari potremmo andare a cenare fuori...-
Walden voleva rivederla!! Il cuore di Samira aprì le ali vermiglie e come un immenso uccello tropicale spiccò il volo... la donna dimenticò ogni altro pensiero, ogni pericolo. Nulla aveva importanza: né la reticenza di suo padre quando McNair entrava nei loro discorsi, la visita inaspettata del boia al café che certo lasciava presagire indagini e misteri, e sopra ogni altra cosa dimenticò addirittura il livore chiaramente espresso da Lord Voldemort per le sue attività troppo democratiche. Esisteva solo quell'uomo virile, il falco che si librava nel cielo plumbeo e lanciava richiami al suo padrone, le mani forti di lui e quel volto cupo e affascinante:
- Oh, non le nascondo che mi farebbe un immenso piacere, e se posso permettermi vorrei suggerirle una rustica taverna fuori Londra, in campagna...io... mi piacerebbe poter cavalcare prima! Ormai sono mesi che come unico mezzo di trasporto uso la scopa ma, anche se non sono una brava amazzone, mi piace cavalcare. Sono troppo esigente? -
Samira rimase in attesa di una risposta, sperando che lui accettasse e che il destino le fosse così propizio da regalarle una giornata tra prati e boschi in compagnia dell'uomo che da sempre tormentava i suoi sogni... Samira aveva 40 anni e lui ne portava ottimamente 50, la donna era sempre stata attirata dai piaceri della carne, ma per la prima volta cominciò a scoprire in sé il desiderio di legarsi a un uomo... a solo uno. Attese la risposta sognando cavalcate sfrenate, cene davanti al camino mentre la carne arrostiva e poi... poi letti in legno massello e coltri calde... profumate di vita. Non si arrischiò a confessare a Walden che lei in realtà evitava la scopa per il semplice motivo che non era una strega provetta. Aveva frequentato Hogwarts ottenendo scarsi risultati in ogni materia e solo suo padre sapeva quanto poco la sua magia fosse disciplinata e spesso doveva porre rimedio ai guai che lei combinava.
In campagna? Che quella donna fosse meno ovviamente femminile di quanto appariva? Walden non poteva concepire una vita che non includesse brume e prati, boschi e sentieri. Amava la caccia e l'odore del muschio e della corteccia. Samira sembrava sincera nell'esprimere il suo desiderio di cavalcare all'aria aperta, ma Walden registrò anche il fatto che si sarebbero ritrovati soli...
Sperò con tutto se stesso che lei non avesse velleità seduttive. Non avrebbe mai rispettato una donna che usava una scusa simile per avvinghiarglisi addosso.
- Mi sembra un'ottima idea...Samira. - rispose, chiamandola per nome per la prima volta.
-Organizzi tu questo piccolo intrattenimento? Io sono molto impegnato ultimamente.-
- Con piacere - rispose Samira regalandogli un sorriso molto charmant...
- Allora mandami un gufo quando avrai deciso tempo e luogo. Adesso scusami, ma devo andare.
Walden McNair, il cacciatore e il boia, si allontanò dalla donna con la mente confusa e svagata.
Si voltò a guardarla, con i riccioli coperti di cristalli di neve e le mani nervose a cercare qualcosa nella borsetta, e si portò quel ricordo nell'animo mentre si dirigeva alla Cuspide Cremisi.
Samira era raggiante, ma anche un tantino preoccupata: frugava nella sua disordinatissima borsetta alla ricerca della chiave di casa... che vergogna! Aveva bisogno di una normalissima chiave babbana per riuscire a entrare in casa. Suo padre si divertiva a cambiare quasi ogni giorno l'incantesimo che proteggeva la loro porta, ben sapendo che la povera Samira si sarebbe dovuta impegnare moltissimo per entrare, purtropo se falliva quell'odiosa chiave babbana, anch'essa incantata, sarebbe stato l'unico sistema per entrare e avrebbe rivelato impietosamente la sua inettitudine. Walden si era già allontanato e non la vide armeggiare alla porta della palazzina poco lontano il Café Bathory, dove abitava con Orion, sentendosi fin troppo emozionata per tentare di svelare l'enigma dell'incantesimo del giorno usò direttamente la chiave e si chiuse la porta alle spalle sospirando di sollievo.

Arquise wrote at 22:19
commenti

][La Maschera e Lo Specchio][

E se l'Impero del Signore Oscuro fosse nato? Cosa sarebbe accaduto a Londra, nel mondo, se i piani di Lord Voldemort avessero avuto frutto? Il ritorno in auge dello splendore delle nobili casate Purosangue, la persecuzione degli impuri, gli spietati metodi di soppressione di coloro che si oppongono al nuovo ordine imposto dopo una guerra che ha rovesciato l'equilibrio del mondo dei maghi, e che ora ha consegnato un mondo pieno di ricchezze, opportunità, ma allo stesso tempo conflitti e nodi da sciogliere, nelle mani dell'Elite di Mangiamorte e Purosangue di cui si circonda l'Oscuro nei suoi nuovi domini.

][Ariénne de la Rosecroix][

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][miahanamura][

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